N. 02
BasilicataCod. 4604-01
Melfi, sulle tracce di Federico II
Sulle tracce di Federico II di Svevia
- ArteL’affresco dei tre vivi e dei tre morti
- TerritorioIl Vulture
- PersoneI falconieri
- SaporiCalzoncelli e Aglianico

imperatore, re di Sicilia e di Gerusalemme, «stupor mundi»
Cresciuto tra le lingue di Palermo, scrisse le leggi del Regno a Melfi e un trattato intero sull’arte dei falchi. Il mondo lo chiamò «stupore».

John Frederick Tayler, falchi incappucciati, XIX secolo, CC0
In breve
Il sovrano che fece del Mezzogiorno il centro dell’Europa: scrisse leggi a Melfi, costruì castelli in Puglia e dedicò un trattato intero all’arte dei falchi.
«Insensati come siamo, vogliamo conquistare tutto, come se avessimo il tempo di possedere tutto.»
La sua storia
Nasce a Jesi il 26 dicembre 1194. Il padre è l’imperatore Enrico VI di Svevia, la madre è Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II di Sicilia. Riunisce così due casate: gli Svevi, che portano all’Impero, e i Normanni Altavilla, che nel 1130 avevano fondato il Regno di Sicilia.
Il padre muore nel 1197 e il 17 maggio 1198 la madre lo fa incoronare re di Sicilia. Costanza muore pochi mesi dopo e Federico cresce a Palermo sotto la tutela di papa Innocenzo III.
Incoronato imperatore nel 1220, riorganizza il Regno con un’amministrazione centralizzata. Nel 1231, nel castello di Melfi, promulga le Costituzioni, o «Liber Augustalis»: uno dei primi codici di leggi dell’Europa medievale.
Appassionato di scienza, scrive il «De arte venandi cum avibus», un trattato di falconeria che nasce dall’osservazione diretta degli animali. Porta in Europa pratiche apprese dai falconieri arabi, come il cappuccio per calmare il falco.
Muore a Castel Fiorentino, in Puglia, il 13 dicembre 1250.
Linea del tempo
Nasce a Jesi, figlio di Enrico VI di Svevia e di Costanza d’Altavilla.
È incoronato re di Sicilia: ha tre anni e cresce a Palermo.
A Roma riceve la corona di imperatore.
Nel castello di Melfi promulga le Costituzioni del Regno.
In Puglia fa costruire Castel del Monte, il castello ottagonale.
Muore a Castel Fiorentino, in Puglia, il 13 dicembre.
Federico II imparò dai falconieri arabi a calmare il rapace coprendogli gli occhi: un gesto che i falconieri usano ancora oggi, anche quelli che incontri a Melfi.
I suoi luoghi
I luoghi della sua vita e quelli dove la sua storia è passata. Il punto rosso è dove puoi seguirne le tracce con Torene.
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Ritratto: Miniatura dal De arte venandi cum avibus, XIII secolo, pubblico dominio. Immagine d’apertura: John Frederick Tayler, falchi incappucciati, XIX secolo, CC0.